1975. Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne


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1975. Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne

9788896989111

Aree tematiche: Altre pubblicazioni

Autori: Franz Krauspenhaar

Editore: CaratteriMobili

Anno di pubblicazione: 2011

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Il protagonista del romanzo, un liceale quattordicenne, racconta un anno per lui cruciale, il 1975; un ritratto dolceamaro del delicato passaggio nell'età adolescenziale, in una Milano di piombo, fra ragazzi di sponde politiche opposte che se le danno di santa ragione ma che loro malgrado si somigliano. Tra episodi grotteschi, comici e quasi surreali – l'intolleranza scolastica, il clima pop e politico, musica, libri, film amati e odiati, angosce esistenziali, l'estremismo di destra interiorizzato e al contempo goliardico, una timidezza che pare senza via d'uscita unita a scoppi inaspettati di sfacciataggine – 1975 è anche la fotografia, illuminata a forti contrasti, di un capitale periodo storico, in una metropoli che da lì a poco avrebbe cambiato pelle e alla P38 avrebbe preferito l'euforia edonistica, diventando per tutti la “Milano da bere”.E poi l'amore allegro e liberatorio per l'attore Lando Buzzanca, l'homo eroticusdi quegli anni, simbolo di un cinema del disimpegno comico, prototipo di un nuovo dongiovanni profondamente italiano: uno sfigato che con le donne va quasi sempre a segno. Al polo opposto Pasolini: odiato perchè “rosso” e, soprattutto, impossibile da capire, troppo fuori da ogni schema. E tuttavia la morte di Pasolini, avvenuta proprio nel novembre del 1975, pochi giorni prima che il protagonista compia quindici anni, lo colpirà in maniera indelebile. Una morte televisiva, megafonata, assurda, ma che sarà germe di una consapevolezza, presagio di una maturità da venire, di un riscatto intellettuale e umano.Franz Krauspenhaar scrive di se stesso e di quel periodo critico alla soglia dei cinquant'anni, cioè in un altro momento di passaggio significativo della propria vita. Il suo sguardo è divertito ma ancora rabbioso, appassionato e un po' tenero: il lontano passato non è poi così lontano, a ricordarlo con l'acceleratore della scrittura.

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